Adolescenza e cibo

La sofferenza fa parte della vita. Specie in alcuni periodi della vita nei quali si è più fragili o insicuri o ammalati.

L’adolescenza fa parte di questi periodi. Molti adolescenti non sono contenti di come sono, sono convinti di non corrispondere alle aspettative dei loro cari, di deluderli e ingiustamente ne provano colpa; o avvertono una differenza intollerabile, come un baratro, fra come si vedono e come vorrebbero essere. Da tensioni come queste possono nascere esperienze rischiose, di fuga dalla realtà o di aggressività. La rabbia e l’insoddisfazione possono concentrarsi sul cibo e sull’alimentazione.

Se l’adolescente incontra persone adeguatamente preparate, capaci di osservare con un ascolto competente ed amichevole si possono evitare isolamenti, sofferenza, insomma, di rovinarsi la vita.
L’insegnante e il mondo della scuola occupano una posizione importante per queste situazioni. Il loro modo di agire può rivelarsi decisivo per individuare subito i segnali della sofferenza, per rompere l’isolamento, per orientare alle cure eventualmente necessarie. La buona volontà non basta. Ci vogliono formazione e informazione. Questo opuscolo parla in modo chiaro di questi argomenti project management web application.

Per essere d’aiuto ad un adolescente in difficoltà con il cibo bisogna rivolgersi ad un esperto di fiducia. L’aiuto dello psicologo è più competente; ma anche l’insegnante, è un attore importante nella rete di protezione e di promozione della salute mentale giovanile.

 

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Dr.ssa Emilia Alfonsi (Psichiatra responsabile progetto “Rete del Sollievo”, DSM ASUR Zona 7 Osimo) – Dr.ssa Alessia Tombesi (Psicologa)

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